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13/07/10
ASSEMBLEA ANNUALE SOCI APS PIEMONTE
“Un mercato indecifrabile dove da una parte le rilevazioni confermano la tenuta dei consumi e dall’altra i prezzi dei suini italiani continuano a scendere. - Questo quanto affermato da Mauro Marengo, Presidente dell’APS Piemonte in apertura dell’Assemblea annuale dell’Organizzazione tenutasi a Fossano (CN) - I tagli destinati all’utilizzo fresco: lombi, carrè e lonze, sono i più svalutati e qui non si può negare qualche rammarico rispetto al progetto Gran Suino Padano, lasciato naufragare a causa del parere negativo della Commissione Europea, e non ancora ripreso con un progetto alternativo centrato su una IGP. La sostanza è che le carni fresche del suino pesante italiano devono essere identificate e differenziate da quelle di importazione, altrimenti il consumatore non le distingue e le nostre carni non sono valorizzate in modo adeguato. In questa direzione l’auspicio è che le diverse componenti della filiera cessino discussioni inutili per puntare decisi verso un progetto di valorizzazione delle carni del suino pesante”

“L’attuale prezzo intorno a € 1,16/Kg. del suino pesante certificato DOP non copre i costi di produzione e l’allevamento continua a lavorare in perdita, ormai da oltre tre anni – aggiunge il Vicepresidente Enrico Cirino – di questo passo le aziende saranno costrette a chiudere. E’ pertanto importante che il Governo e la politica sontengano con provvedimenti concreti il settore. Ad esempio procedendo alla approvazione di un piano di settore volto alla ristrutturazione e all’ammodernamento del settore stesso. Inoltre la Commissione Unica Nazionale và sostenuta, adottando eventuali correttivi al funzionamento ma assolutamente non abbandonata!”

L’APS Piemonte associa 260 suinicoltori della Regione Piemonte che producono circa 650.000 suini da macello all’anno, pari a circa il 42% della produzione suinicola piemontese.
Nel corso dell’Assemblea sono stati presentati i risultati dell’attività 2009. In particolare va sottolineato l’incremento dell’attività che si sostanzia con un + 5,15% del fatturato in più rispetto al 2008.
Il prezzo medio liquidato ai soci per i suini da macello è risultato superiore di circa 32 millesimi di euro per Kg (lire 62/Kg.) rispetto al prezzo massimo (mercato di Milano) della categoria 156 – 176 Kg., cioè la categoria più pagata.

All’Assemblea è intervenuto il Direttore di Fedagri Piemonte, Domenico Sorasio, che nel portare il saluto ha affermato: “Fedagri crede nella progettualità di APS Piemonte ed è a disposizione per ogni supporto e aiuto che possa favorire lo sviluppo della trasformazione dei suini allevati in Piemonte sul territorio. Attualmente circa il 55% dei suini allevati in Piemonte viene trasportato fuori regione per la macellazione e la conseguente trasformazione. Da questa considerazione e convinzione è partita l’azione sindacale volta ad ottenere la conferma dell’impegno della Regione Piemonte circa il finanziamento dei programmi di sviluppo della trasformazione previste dalla L.R. 95/95 per il settore carni”. ”
L’Assemblea si è conclusa con l’intervento del Presidente della Federazione Provinciale Coldiretti di Cuneo Marcello Gatto che ha sottolineato: “La scorsa settimana eravamo ai valichi del Brennero e del Frejus e abbiamo toccato con mano che in Italia entra ogni tipo di derrata alimentare. In alcuni casi il made in Italy è completamente prodotto fuori Italia ed entra nel nostro paese solo per l’apposizione della bandierina! La strada maestra per rendere riconoscibile la nostra produzione sul banco delle macellerie e salumerie resta quella dell’etichettatura obbligatoria dell’origine delle carni suine e dei salumi. La Coldiretti sostiene questa tesi da anni e forse siamo vicini ad un primo risultato. Sulle DOP bisogna superare la criticità delle eccedenze, occorre correlare meglio la produzione alla richiesta di mercato. Inoltre per non destrutturare la produzione occorre indirizzare parte del potenziale produttivo verso la produzione di un suino di medio peso cercando di contrastare su questo piano la produzione dei nostri colleghi europei.”


ALLEGATO: scheda presentazione APS Piemonte.

N.B.: per visualizzare la scheda scaricare il PDF.





02/07/10
LA COMMISSIONE UNICA NAZIONALE SABOTATA DALLA PARTE INDUSTRIALE.
“Un comportamento irresponsabile e scorretto quello dei macellatori assunto ieri mattina nella Commissione Unica Nazionale che crea sconcerto tra i produttori e turbativa sul mercato.” questo quanto affermato da Silvano Menozzi, Presidente di UNAPROS SCA, unione nazionale tra le O.P. suinicole, a commento delle quotazioni dei suini grassi fissate dalla Commissione Unica Nazionale riunitasi a Reggio Emilia.
Il ribasso segnato di 6 centesimi di euro/Kg. non è corrispondente all’andamento di mercato e uno scostamento del genere non si è mai registrato nella storia della CUN.
Per effetto del disposto previsto dal regolamento della CUN (fase 4 dell’art. 7), nel caso di una differenza superiore ai 5 millesimi tra le proposte di prezzo della parte agricola e di quella industriale, sarebbe stata la parte industriale a dover formulare il prezzo ed è su questa base che l’industria ha pianificato il suo “colpo”.
“La riunione per la fissazione del prezzo è stata condotta dalla parte industriale, fin dall’inizio, in funzione di arrivare loro a formulare il prezzo – commenta Mauro Marengo, Amministratore di UNAPROS e Presidente dell’APS Piemonte di Fossano (CN) - e poter fissare una quotazione a ribasso in contrasto con ogni riferimento di mercato. È una forzatura bella e buona a fini speculativi. La prossima settimana i suini costeranno all’industria 10 euro caduno in meno e considerato che la CUN esprime una quotazione per un mercato di oltre 200.000 suini, il guadagno per i macellatori sarà di 2 milioni di euro, non male per fare le ferie a spese dei produttori!”.
“È evidente che questo modo scorretto di utilizzare una facoltà prevista dal regolamento di funzionamento della CUN manda a gambe all’aria ogni buon proposito di far funzionare la Commissione Unica – conclude Antenore Cervi, Amministratore di UNAPROS e Presidente dell’ASSER di Reggio Emilia – e ci costringe a chiedere al MIPAAF con urgenza di promuovere un incontro del Tavolo di Filiera per inserire dei correttivi al regolamento stesso. È una richiesta che avevamo già anticipato, ma che adesso diventa urgente realizzare. Il comportamento dell’industria non è stato coerente allo spirito di collaborazione che dovrebbe invece accompagnare le diverse componenti della filiera. Sembra tanto una sorta di ripicca dell’industria nei confronti della parte agricola che nella penultima seduta aveva forzato in aumento di 1 centesimo il prezzo dei suini…….e non di 6 centesimi!”.





25/06/10
GIORNATA DIMOSTRATIVA DEL 22 GIUGNO 2010 "DIRETTIVA NITRATI".
Nella giornata dimostrativa del 22 giugno 2010, tenutasi a Carmagnola, presso l’azienda sperimentale della Facoltà di Agraria di Torino, il professor Carlo Grignani della Facoltà di Agraria di Torino ha presentato la situazione attuale della richiesta di Deroga alla Direttiva Nitrati, presentata dall’Italia all’Unione Europea, il cui obiettivo è quello di portare il limite di 170 kg N/ha a 250 kgN/ha in ZVN.
L’adesione alla deroga sarà su base volontaria; le aziende, per poter aderire alla Deroga, dovranno rispettare le seguenti condizioni:
1. 70% di colture a lunga crescita e, quindi:
 Mais FAO 600-700 (solo se irriguo) da trinciato o da granella purchè gli stocchi vengano raccolti;
 Mais + loiessa (o triticale o orzo);
 Frumento + panico (o orzo + sorgo);
 Prati permanenti o avvicendati (max 50% leguminose).
2. Azoto minerale limitato: 85 o 115 Kg/Ha N;
3. Efficienza minima reflui: > 66% liquame; > 50% letame; (100% minerale)
 Fertilizzazione solo subito prima della semina o in copertura;
 Tecniche a bassa emissione di ammoniaca obbligatorie.
4. Bilancio Fosforo in equilibrio: vietato aggiungere Fosforo minerale;
5. Trattamenti liquame suino: separazione obbligatoria (N/P2O5 nella frazione chiarificata > 2,5).
Tenendo conto delle condizioni di cui sopra, Grignani ha presentato brevemente la possibilità delle varie tipologie di allevamento ad aderire alla Deroga ed è emerso che per gli allevamenti suini è piuttosto complicato entrare in Deroga, sia per la difficoltà nel garantire il riparto colturale richiesto, che per le spese derivanti dalla necessaria separazione di tutto il liquame, che per il problematico controllo della fertilizzazione dei terreni in asservimento. Le aziende avicunicole non avranno la possibilità di richiedere la deroga. Le aziende che allevano bovini, invece, in linea generale, potrebbero aderire senza rilevanti modifiche alle tecniche o al riparto colturale.
Il raggiungimento di un’alta efficienza nella distribuzione nei reflui (ottenibile con fertilizzazioni organiche in primavera e in copertura, con forte limitazione delle liquamazioni autunnali) risulta uno degli obiettivi tecnicamente difficili da raggiungere, vista la conseguente necessità di ampliare gli stoccaggi aziendali e la mancanza di sistemi sostenibili di distribuzione dei liquami in copertura.





24/06/10
AUDIZIONE UNAPROS PRESSO LA COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI.
La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha convocato ieri, 23 Giugno, in audizione le Organizzazioni Agricole (Coldiretti, Confagricoltura, CIA e Copagri), le Organizzazioni di settore (ANAS, UNAPROS e OPAS) e l’Associazione commercianti e mediatori per ascoltare dalle rappresentanze dirette le problematiche del settore e le proposte per un rilancio della suinicoltura italiana .
“Gli allevamenti suinicoli sono stremati, sia dal punto di vista economico e sia da quello finanziario – questo quanto affermato da Lorenzo Fontanesi, Vicepresidente di UNAPROS (Unione Nazionale Produttori Suinicoli), che rappresenta oltre 400 produttori di suini con una produzione di oltre 1 milione di maiali – da una crisi che dura da anni e non accenna a concludersi. L’allevamento del suino pesante italiano, che caratterizza l’intera produzione nazionale (75% della produzione suinicola nazionale), non genera valore sufficiente per coprire i costi di produzione da molti anni. La criticità centrale è la valorizzazione del suino pesante, la coscia da sola non sostiene più il valore del suino (fino a qualche anno fa la coscia rappresentava oltre il 50% del valore del maiale, oggi tale quota è scesa quasi al 40%) e gli altri tagli posti sul mercato in modo non identificato non portano a casa sufficiente valore. Di questo passo tutto il sistema produttivo del suino pesante italiano: quasi 5.000 allevatori, 120 macelli e oltre 500 trasformatori (una produzione di circa 9 milioni di maiali l’anno), sarà costretto a chiudere per sempre; un sistema produttivo unico al mondo destinato a scomparire!”

“Serve una reazione forte di tutto il settore e di tutti gli operatori della filiera – ha proseguito Antenore Cervi, Consigliere di UNAPROS e Presidente dell’ASSER di Reggio Emilia – con la consapevolezza che questa produzione di alta qualità o la salviamo noi, oppure non la salva nessuno! Serve immediatamente un sostegno al credito degli allevamenti in difficoltà, non solo, servono inoltre alcuni provvedimenti legislativi per tutelare e sostenere la produzione suinicola italiana, in primis:
- l’emanazione di una specifica normativa che introduca in Italia un sistema di tracciabilità e di etichettatura dei salumi e delle carni suine più completo dell’attuale e più corrispondente alle esigenze del consumatore, dove sia indicata obbligatoriamente l’origine della materia prima utilizzata; solo il 30% delle cosce trasformate nel nostro paese provengono da suini nati e allevati in Italia;
- l’emanazione di un Decreto Ministeriale applicativo dell’art. 17 del D.Lgs. 8 Aprile 2010, n.° 61, che stabilisca facoltà, obblighi e ruoli dei Consorzi di Tutela e dei soggetti che dovranno collaborare con i Consorzi stessi per realizzare la programmazione quali-quantitativa dei salumi DOP e IGP;
- un provvedimento finalizzato ad armonizzare e integrare le Commissioni Uniche Prezzi nel sistema camerale nazionale;
- la semplificazione degli adempimenti burocratici con particolare riferimento alle norme sulle emissioni in atmosfera dei piccoli e medi allevamenti.”


All’audizione erano presenti quasi tutti i Parlamentari componenti la Commissione Agricoltura e nel dibattito sono intervenuti i rappresentanti dei principali gruppi politici: l’On. Viviana Beccalossi (PdL), l’On. Sebastiano Fogliato (Lega Nord), l’On. Marco Carra (PD), l’On. Fabio Rainieri (Lega Nord), l’On. Nicodemo Oliverio (PD) e l’On. Anita Di Giuseppe (IdV). Tutti hanno concordato sull’opportunità e importanza di adottare le iniziative proposte per salvaguardare la produzione suinicola nazionale.

In chiusura degli interventi è intervenuto il sig. Giovanni B.Testa, Direttore di UNAPROS per sottolineare che: “E’ urgente l’adozione di un Piano di Settore finalizzato a rinnovare e rilanciare la suinicoltura italiana, articolato in modo da incentivare l’innovazione e la riorganizzazione dell’ intero comparto. Il Piano di Settore, attualmente in preparazione presso il MIPAAF, ma che deve essere approvato dalla Conferenza Stato Regioni, dovrà prevedere le necessarie risorse e incentivi per aiutare il settore a migliorare la sua competitività. Il Piano è centrato su quattro assi di intervento:
- programmazione quali-quantitativa delle produzioni Dop e IGp;
- campagna di informazione e di promozione dei salumi e carni suine DOP o IGP, sia all’estero e sia in Italia, con particolare attenzione all’educazione alimentare nelle scuole;
- sviluppo di un progetto di differenziazione della produzione suinicola nazionale attraverso una linea di suino medio-pesante (135-140 Kg.), nato e allevato in Italia;
- programma di rafforzamento dell’organizzazione di mercato del settore suinicolo con individuazione di forme di facilitazione di accesso al credito per i produttori.”


ALLEGATO: estratto del documento di analisi e proposta presentato da UNAPROS alla Commissione Agricoltura della Camera.

PER VISUALIZZARE L'ESTRATTO, SCARICARE IL PDF.




24/05/10
GIORNATA DIMOSTRATIVA "COPERTURA VASCHE" DEL 21/05/2010




24/05/10
GIORNATA DIMOSTRATIVA "COPERTURA VASCHE" DEL 21/05/2010.
Per visualizzarla cliccare su "tutte le notizie" e scaricare il PDF dalla videata successiva.





21/05/10
LA COPERTURA DELLE VASCHE DI STOCCAGGIO DEI LIQUAMI CONSENTE UNA RIDUZIONE
La ricerca è stata finanziata dalla Regione Piemonte.
Sono state provate in campo quattro tipologie di copertura:
1. granuli di argilla espansa impermeabilizzata;
2. elementi galleggianti di polipropilene espanso in forma esagonale;
3. copertura antiodore di polietilene espanso;
4. membrana in tessuto di fibre poliesteri in grado di recuperare anche il biogas prodotto dai liquami durante lo stoccaggio.
“APS Piemonte insieme al DEIAFA dell’Università di Torino ha proposto, due anni fa, all’Assessorato Agricoltura il progetto di ricerca del quale oggi presentiamo i risultati – ha dichiarato Mauro Marengo, Presidente di APS Piemonte in apertura della giornata dimostrativa – e dobbiamo ringraziare la Regione Piemonte per aver capito l’interesse della proposta e di averla finanziata. APS Piemonte fin dall’inizio delle attività, e parliamo dell’anno 1992, ha sempre operato nell’interesse dei produttori suinicoli associati realizzando tutte le azioni possibili per favorire una riduzione dell’impatto ambientale degli allevamenti. La copertura della vasche costituisce uno degli sui quali lavorare per migliorare la situazione dopo aver lavorato su aspetti quali la gestione della risorsa liquami, la loro separazione, la delocalizzazione del separato solido, l’aumento delle capacità di stoccaggio, la consulenza tecnica per adempiere ai tanti obblighi nel merito che l’allevatore deve compiere.”
“I risultati della ricerca sono significativi - ha affermato il Prof. Paolo Balsari, del DEIAFA dell’Università di Torino, responsabile scientifico del progetto – l’emissione di alcuni gas quali l’ammoniaca, l’anidride carbonica e il metano sono abbattuti in modo importante con l’utilizzo di tutte le tipologie di copertura. La copertura antiodore di polietilene ci consente di quasi azzerare le emissioni sia dell’ammoniaca e sia dei gas serra. Sono risultati più che eloquenti.”
“L’obiettivo della ricerca era quello di individuare tecniche di copertura che proteggano l’ambiente, conservino la ricchezza fertilizzante dei liquami, in condizioni operativamente ed economicamente sostenibili - questo quanto precisato dalla Dott.ssa Erica Allisiardi, responsabile tecnica di APS Piemonte – La pratica di copertura delle vasche con soluzioni efficaci e poco costose è senz’altro un passo avanti nel percorso di rendere gli allevamenti di suini meno impattanti per l’ambiente.”
La giornata dimostrativa è stata aperta dal Sindaco della Città di Fossano, Francesco Balocco e l’evento ha registrato la partecipazione di numerosi produttori, dirigenti delle Organizzazioni Agricole, tecnici e illustri rappresentanti delle principali Università e Enti scientifici del Nord-Italia.
L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte era rappresentato dal dott. Paolo Cumino che nel suo intervento ha affermato “La Regione Piemonte ha finanziato diversi progetti di ricerca e sperimentazione finalizzati a valutare e/o testare soluzioni o tecnologie utili a migliorare la gestione dei reflui e a ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti. Infatti è interesse della Pubblica Amministrazione supportare e accompagnare gli allevamenti nel percorso virtuoso di rendere gli allevamenti conformi alla normativa e meno impattanti per l’ambiente, tutto ciò mantenendo efficaci e competitive le imprese sul mercato.”
“Riguardo alla richiesta della deroga sulla Direttiva Nitrati inoltrata all’Unione Europea – ha concluso il dott. Paolo Cumino – , deroga che consentirebbe alle aziende locate in zone vulnerabili e che ne faranno richiesta di utilizzare 250 Kg. di azoto anziché gli attuali 170, l’esame da parte degli uffici della Commissione Europea è a buon punto ed entro l’Autunno dovremmo avere una risposta definitiva.”

Si allega la prima delle tre relazioni.
Per visionarla scaricare il PDF.
Per visionare le altre relaziooni aprire i successivi articoli dal titolo "GIORNATA DIMOSTRATIVA COPERTURA VASCHE" e scaricare il PDF






14/05/10
IL PROSCIUTTO CRUDO DI CUNEO AL CIBUS DI PARMA.
Neoregistrato dall’Unione Europea quale DOP, con la timidezza che contraddistingue il “neodiplomato”, il prosciutto Crudo di Cuneo si è presentato al CIBUS di Parma, la più importante manifestazione internazionale nel settore food che si svolga in Italia.
A fare il punto della situazione circa l’iter di registrazione appena concluso la Presidente del Consorzio Chiara Astesana, mentre l’illustrazione delle caratteristiche tecniche del prodotto e la guida alla degustazione sono state curate dal dott. Francesco Nota, Maestro Assaggiatore di ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi).

“Il riconoscimento ha rappresentato il primo step di un lungo percorso – ha affermato Chiara Astesana, la Presidente del Consorzio di Tutela del prosciutto Crudo di Cuneo aprendo la presentazione del prosciutto – contestualmente abbiamo lavorato, in collaborazione alla APS Piemonte, per la messa a punto della produzione e l’adeguamento della stessa alle nuove esigenze del consumatore. Si tratta infatti del recupero di una produzione tradizionale che però, al contrario di altre realtà produttive, nel corso degli ultimi venti - trent’anni, non aveva subito alcun adeguamento. Nella realtà sono cambiate le carni da stagionare e sono cambiati i gusti e le esigenze dei consumatori. Quindi, la produzione del prosciutto Crudo di Cuneo, pur rimanendo fedele alla tradizione deve tenere conto delle nuove richieste del mercato. Il terzo step del progetto è quello dello sviluppo e del potenziamento della produzione.”

L’evento di presentazione si è svolto ieri nell’ambito di un programma di degustazioni guidate, organizzate dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, che ha consentito, nel corso dei quattro giorni della fiera, di presentare al grande pubblico di CIBUS le principali eccellenze della produzione agricola e agroalimentare del Piemonte.
La manifestazione si è svolta a Parma, nei giorni 10 -13 Maggio e ha registrato la partecipazione di 2.500 espositori, dei quali 500 esteri, e la presenza di 50.000 visitatori.

“La richiesta di prosciutti a marchio Crudo di Cuneo è interessante – afferma Mauro Marengo, Presidente della APS Piemonte, organizzazione che da alcuni anni ha avviato la produzione di prosciutti a denominazione Cuneo – e l’auspicio è che più imprenditori intraprendano iniziative di stagionatura del prosciutto Crudo di Cuneo. Tale attività consentirà di trasformare e stagionare in zona le cosce dei suini nati e allevati nell’area di produzione (province di Cuneo e Asti e 54 comuni della provincia di Torino), anziché trasportare i suini a macellare fuori regione dove, di conseguenza, saranno svolte anche le successive fasi di lavorazione e stagionatura. Lo sviluppo della produzione di prosciutti in provincia consentirà di trattenere in loco il valore aggiunto che scaturisce dalle fasi di trasformazione e stagionatura dei salumi e di creare nuovi posti di lavoro sul territorio.”

ALLEGATA SCHEDA TECNICA DEL PRODOTTO.
Per visualizzare la scheda tecnica scaricare il PDF.






13/05/10
IL SALAME PIEMONTE A CIBUS
Il Salame Piemonte DOP è stato presentato ieri al CIBUS di Parma nell’ambito di un apposito evento di degustazione guidata organizzato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte. A fare il punto della situazione sull’iter per la registrazione della denominazione da parte dell’Unione Europea è intervenuto il sig. Testa – componente del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di Tutela – mentre, la presentazione tecnica e la guida alla degustazione sono state curate dal dott. Francesco Nota, maestro assaggiatore di ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi).
“È un salame che ha l’orgoglio della DOP – ha sottolineato il sig. Testa – perché porta con sé tutti i requisiti della tradizione, dell’ origine, degli ingredienti e della qualità previsti dalla normativa comunitaria in materia di DOP. Il Salame Piemonte DOP si distingue dai salumi tipici delle altre regioni d’Italia in quanto, già ad un punto di stagionatura breve, si caratterizza con un sapore più dolce e fragrante e le predette peculiarità traggono origine dalle carni utilizzate e dalle fasi di produzione e stagionatura che sfruttano le peculiari condizioni di temperatura e umidità relativa presenti nella Regione Piemonte.”
Il Consorzio di Tutela del Salame Piemonte ha voluto presentare il prodotto a CIBUS, la principale vetrina internazionale del FOOD, che si svolga in Italia. La manifestazione si è svolta a Parma, nei giorni 10 -13 Maggio e ha registrato la partecipazione di 2.500 espositori, dei quali 500 esteri, e la presenza di 50.000 visitatori.
“L’obiettivo è quello di far crescere la notorietà della denominazione - afferma Umberto Raspini, Presidente del Consorzio di Tutela del Salame Piemonte – e quindi favorire l’incremento dei consumi e della produzione di salame Piemonte in attesa dell’imminente e definitivo riconoscimento. Ottenuto il riconoscimento, proseguirà la strategia di coinvolgimento di tutti i componenti della filiera, come già avvenuto finora, e con l’aiuto della Pubblica Amministrazione, si darà “fiato alle trombe”, per incrementare il consumo del Salame Piemonte e far crescere, con la notorietà del prodotto, la valorizzazione della produzione suinicola piemontese.”


QUI DI SEGUITO ALCUNE NOTE TECNICHE SUL CONSORZIO SALAME PIEMONTE E SUL PRODOTTO.

Otto le aziende iscritte al Consorzio che producono circa il 100% del prodotto. Nel corso dell’anno 2009 sono state prodotte circa 180 tonnellate di Salame Piemonte.
Il Consorzio nasce per tutelare, promuovere e valorizzare il Salame Piemonte che ha ottenuto la protezione transitoria nazionale come DOP (Denominazione di Origine Protetta) con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole del 12 Gennaio 2006.
Tre i fattori fondamentali che contribuiscono a caratterizzare il salame Piemonte DOP: le carni suine di origine esclusivamente piemontese, il clima della regione e il processo produttivo.
Tutte le operazioni di produzione del Salame Piemonte, infatti, avvengono esclusivamente nella regione Piemonte, comprese la nascita, l’allevamento e la macellazione dei suini, così come la preparazione e la stagionatura del prodotto.
L’orografia del territorio piemontese è il fattore di principale influenza sul clima, caratterizzato da stagioni marcate e dalla presenza di nebbie e brezze alternate ai venti caldi di ricaduta (phoen) generati dalla vicinanza delle montagne.
Sul fronte delle peculiarità organolettiche, il Salame Piemonte DOP, ottenuto con carni suine piemontesi magre, di eccellenza genetica e nutrizione certificata, si caratterizza per un profumo ed un sapore delicatamente speziati, ottenuti anche grazie all’utilizzo dei vini piemontesi DOC, provenienti dalla fermentazione delle uve Nebbiolo, Barbera o Dolcetto, dalla struttura robusta e caratteristica.





14/04/10
ASSEMBLEA UNAPROS: SILVANO MENOZZI CONFERMATO PRESIDENTE.
“Mettere a punto il Piano di Settore per rilanciare la suinicoltura italiana e avviarne la realizzazione nei tempi più brevi possibile – questo quanto affermato da Silvano Menozzi, Presidente dell’UNAPROS, in conclusione dell’Assemblea annuale, tenutasi a Reggio Emilia – se non si vuole assistere ad un progressivo regresso della produzione suinicola in Italia, in particolare per quanto riguarda il suino pesante certificato, famoso in tutto il mondo per i prosciutti DOP che ne derivano”.
L’annata 2009 è l’ennesima annata negativa della suinicoltura italiana: la produzione suinicola tipica del suino pesante certificato è diminuita del 4,52%, pari a - 411.795 suini, mentre le cosce sigillate per la produzione dei prosciutti DOP sono passate dal numero record dell’anno 2008, 13.423.057 cosce , a 12.581.568 cosce del 2009, -6,27%.
La quotazione media dei suini pesanti da macello è diminuita del 7,98%, da 1,322 euro/Kg. a € 1,216 (quotazione Milano). Nel contempo sono diminuiti i costi di produzione ma non a sufficienza per compensare la diminuzione del prezzo di vendita.
“E’ una suinicoltura che torna indietro sulla qualità – ha proseguito il Presidente Menozzi – quando in realtà la qualità è il presupposto di base per la sopravvivenza della suinicoltura italiana. Ne è prova il fatto che la produzione complessiva non è praticamente diminuita, - 22.664 suini, pari a - 0,2% su una produzione di 13,6 milioni di suini. Tant è che la produzione non qualificata posta sul mercato senza una identificazione è cresciuta di circa 400.000 suini!”.

“Il regresso della produzione certificata è un fatto che deve fare riflettere tutta la filiera – sottolinea Lorenzo Fontanesi, Vicepresidente di UNAPROS – occorre avviare immediatamente, prima nell’ambito delle Organizzazioni Agricole e poi a livello di Tavolo di Filiera , un confronto per arrivare a predisporre il Piano di Settore per rilanciare la suinicoltura italiana. L’attività dovrà essere coordinata dal MIPAAF che ha portato ad approvazione diversi Piani per altri settori in crisi e adesso è venuto il momento della suinicoltura!”.


Il Piano di Settore, partendo dagli impegni sottoscritti da tutti i soggetti delle Filiera nel Luglio 2008, dovrà essere incentrato, almeno, sui seguenti assi:
 rafforzamento e miglioramento dell’efficacia dell’organizzazione di mercato;
 la programmazione della produzione dei salumi DOP e IGP;
 lo studio e lo sviluppo di una filiera certificata, tutta italiana, del suino medio-pesante;
 una campagna informazione dei consumatori riguardante le carni suine e i salumi DOP o IGP.

“Riguardo alla Commissione Unica Nazionale – asserisce Livio Lerda, Vicepresidente dell’UNAPROS – si attende con interesse l’applicazione del nuovo regolamento di funzionamento che dovrebbe evitare l’uscita di “non quotati”. Oltre al regolamento è però fondamentale l’atteggiamento dei commissari che deve essere improntato alla trasparenza (collegamento e riferimento continuo con i produttori), alla obiettività e alla professionalità più assoluta. Infatti non bastano la modifica del regolamento o lo spostamento della sede per garantire il buon funzionamento della Commissione, è invece fondamentale l’atteggiamento e la volontà dei Commissari di svolgere il proprio compito nel modo migliore”.

L’Assemblea generale ha assolto i caratteristici compiti istituzionali di approvazione del bilancio al 31/12/2009, del bilancio preventivo e dei programmi di attività per l’anno 2010.
L’Assemblea ha inoltre nominato i componenti del Consiglio di Amministrazione per il prossimo triennio.
In conclusione il Consiglio di Amministrazione ha infine nominato le massime cariche del Consorzio, per il prossimo triennio, confermando quale Presidente Silvano Menozzi e quali Vicepresidenti Lorenzo Fontanesi e Livio Lerda (allegato quadro completo delle cariche).





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