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22/01/10
PROGETTI DI RICERCA APS PIEMONTE.
Si pubblicano i risultati definitivi della ricerca avente titolo "SOSTANZA ORGANICA DAI REFLUI SUINI PER PRODUZIONI DI QUALITÀ".

OBIETTIVI
Il progetto costituisce un’azione dimostrativa di delocalizzazione della frazione solida separata dai reflui di allevamenti animali in aree a coltivazioni specializzate in cui si presenta un’elevata richiesta di fertilizzanti e di sostanza organica.
Lo scopo dell’azione dimostrativa è quello di promuovere il trasporto e la distribuzione del solido separato prodotto da allevamenti suini, allontanando una parte degli elementi nutritivi dalle aree vulnerabili ai nitrati, in colture specializzate collinari, la vite ed il nocciolo, dove è richiesto l’apporto di materiali organici necessari al mantenimento del contenuto di carbonio organico nel suolo e di elementi nutritivi per la loro crescita.
Si tratta quindi di un‘iniziativa volta alla delocalizzazione territoriale di una parte della sostanza organica e dei nutrienti contenuti nei liquami suini al di là della tradizionale area di utilizzazione, e di cui intende illustrare la fattibilità organizzativa e la sostenibilità economica.
L’impiego extra-aziendale del solido separato all’interno di una filiera allargata avviene in accordo con la legislazione a tutela dell’ambiente e seguendo le pratiche agronomiche e le tecniche colturali richieste dalle colture specializzate.

ATTIVITÀ
All’attività di divulgazione hanno partecipato 4 allevamenti suini () e 5 aziende agricole () collocate in due aree distinte della provincia di Cuneo distanti circa 50 km l’una dall’altra: la pianura a vocazione zootecnica e la zona collinare del sud-ovest del Piemonte (per vedere la cartina geografica scaricare il PDF allegato).
Due separatori sono stati sottoposti al monitoraggio delle caratteristiche del refluo in entrata e del solido separato prodotto.
In quattro aziende con vigneti e noccioleti sono state eseguite prove di distribuzione in copertura di solido separato con 4 macchine di cui uno spandicompost e 3 spandiletame, idonee al transito in interfile di ridotte dimensioni e ad operare in zone acclivi, grazie ad un particolare sistema di livellamento trasversale.
Sono state analizzate le pratiche colturali, le caratteristiche chimico fisiche dei suoli e le scelte agronomiche prevalenti adottate dalle aziende per la coltivazione della vite e del nocciolo nelle zone collinari allo scopo di individuare i tempi ed i modi migliori con cui distribuire il solido separato in queste colture.

RISULTATI
I risultati del progetto divulgativo sono molto incoraggianti, sia per il numero di aziende coinvolte sia per quanto riguarda l’impiego al quale è possibile destinare questo materiale, dimostrando che si può realizzare, seppur a livello sperimentale, una filiera di utilizzazione extra-aziendale di una parte, pari a più di 470 tonnellate, della produzione complessiva regionale di reflui suini.
L’attività sperimentale ha previsto più di 40 campionamenti in diverse aziende ed in diversi momenti dell’anno atti a caratterizzare il solido separato proveniente dal trattamento di liquame suino con due tipologie diverse di separatori solido/liquido: il primo a compressione elicoidale ed il secondo a nastropressa, coadiuvato dall’aggiunta di un polimero flocculante. Dai dati medi in nostro possesso è possibile affermare che una tonnellata di separato solido apporta 7,4 kg di azoto, 150 kg di carbonio organico, 5,8 kg di fosforo e 3,5 kg di potassio.
L’attività di utilizzazione extra-aziendale ha interessato anche il materiale prodotto da un impianto di gestione dei liquami suini su lettiera esterna.
Le prove di distribuzione eseguite in vigneti a rittochino e girapoggio hanno dimostrato che è possibile eseguire agevolmente l’operazione anche in condizioni acclivi. I risultati conseguiti con le macchine testate, in termini di omogeneità di distribuzione, sono inferiori a quelli attesi.
Sono state individuate alcune strategie di impiego del solido separato per la vite ed il nocciolo, valide dal punto di vista agronomico, tecnicamente realizzabili, ed economicamente sostenibili, da proporre alle aziende potenziali utilizzatrici finali di questo prodotto.
Il progetto divulgativo di gestione extra-aziendale allargata del solido separato suino ha preceduto l’emanazione delle misure agroambientali previste dal Piano di Sviluppo Rurale 2006-13 della Regione Piemonte destinate ad incrementare il contenuto di carbonio organico nei suoli.
Le esperienze condotte soddisfano i requisiti richiesti per l’applicazione di queste misure a vigneti e noccioleti.

GRUPPO DI LAVORO
APS PIEMONTE - Organizzazione Produttori Suini Piemonte s.c.c., Fossano (CN)
IMAMOTER – Istituto per le Macchine Agricole e Movimento Terra del CNR, Torino
Coop. VITALBA, Alba (Cn)

 


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