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31/01/10
IL PUNTO SUI MERCATI: SEGNALI POSITIVI DAL MERCATO INTERNAZIONALE.
Le quotazioni dei suini da macello hanno registrato aumenti delle quotazioni su tutte le piazze europee. Da alcune settimane tutte le piazze europee registrano un andamento positivo a fronte di una domanda in crescita, l’esportazione ha riattivato alcuni canali importanti di vendita e l’ offerta non è particolarmente abbondante. La situazione italiana è, come al solito, molto contrastata ma, nella sostanza, registra un andamento stabile. Sulla piazza di Modena, l’unica che ha sempre quotato, il prezzo era di € 1,256, l’ultima settimana del 2009 e nella sesta settimana del 2010 ha quotato € 1,252m pari a – 3%. Persiste un’azione insistente dei macelli per far scendere i prezzi dei suini grassi, ma le quotazioni resistono perché l’offerta non è eccedente, anzi, nelle ultime settimane del mese l’offerta è generalmente scarsa per via della lettera (età del suino). È interessante, ma anche avvilente, osservare il grafico 1 prodotto da ERSAF riguardo all’andamento delle quotazioni dei suini degli ultimi venti anni. Le quotazioni medie, nel corso degli ultimi venti anni, non sono sostanzialmente aumentate con la differenza che i costi di produzione ad eccetto dei costi alimentari, sono più che raddoppiati . È evidente che a questi livelli, 1 euro Kg. o 1,2 euro Kg., il suino pesante italiano di 170 Kg., non è conveniente produrlo. Grafico 1: quotazioni medie dei suini negli ultimi ventidue anni. (per visualizzare il grafico scarica il PDF). L’ANDAMENTO DELL’ULTIMO MESE. Come si evince dalle tabelle pubblicate (Tabelle 1 e 2), l’andamento dei prezzi dell’ultimo mese è stabile; si resiste sulle quotazioni di inizio anno; Milano, ad esempio, ha quotato 1,245 euro/Kg. la prima settimana dell’anno e 1,247 nella sesta settimana, + 0,2 centesimi di euro/Kg.. La Commissione Unica Nazionale non quota da un mese e il fatto deve far riflettere. In un certo senso sembrerebbe che essa abbia paura di sbagliare e di essere bacchettata dalle “autorevoli” Commissioni camerali di Mantova, di Milano, etc.. Una sorta di blocco psicologico che gli impedisce di definire il prezzo dei suini di riferimento per tutto il mercato nazionale. Sul piano internazionale, lo dicevamo in apertura, si sono registrate nelle ultime settimana sensibili miglioramenti delle quotazioni, tra 5 e 10 centesimi di euro per Kg., un buon segnale, soprattutto perché sostenute dalla ripresa delle esportazioni. Il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro stà dando una mano. LE MACELLAZIONI E IL MERCATO DELLE CARNI. La quantità di suini macellati nelle ultime settimane è buona, leggermente superiore alle macellazioni delle prime settimane 2009. Il peso dei suini alla macellazione è, nelle ultime settimane, in calo, da 169,56 Kg. (prima settimana dell’anno) a 169,28 (5^ settimana dell’anno), - 0,28 Kg./suino. La previsione di out-put produttivo è leggermente in diminuzione, soprattutto nel mese di febbraio. Le quotazioni delle carni registrano, da inizio anno, variazioni contrastanti, in aumento le cosce per prosciutti DOP e le spalle, in ribasso le pancette, le coppe e il busto, nel complesso i tagli non hanno recuperato valore, ma neanche ne ha perso. IL MERCATO DEI SUINETTI. L’andamento del prezzo dei suinetti prosegue positivo; l’aumento dei prezzi di questo primo mese 2010 è importante. Ad esempio, sulla piazza di Milano (vedere tabella 3) i suinetti di cat. 25 Kg. sono passati da € 2,39/Kg. a € 2,79/Kg., + 17% rispetto all’ultima settimana 2009. Rispetto a tre mesi fà le quotazioni sono aumentate di circa il 30%! N.B.: PER VISUALIZZARE IL GRAFICO E LE TABELLE SCARICA IL PDF.
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01/01/10
IL PUNTO SUI MERCATI: GUARDARE CON OTTIMISMO AL NUOVO ANNO.
L’anno 2009 chiude benino con le quotazioni dei suini grassi che resistono a livelli accettabili, un pochino al di sopra delle quotazioni di un anno fa, euro 1,256/Kg. contro euro 1,22/Kg. (quotazioni Modena), e le quotazioni dei suinetti in crescita. Se però ci spingiamo un po’ più in avanti e vogliamo fare un primo bilancio dell’andamento del mercato nel corso del 2009, non possiamo essere soddisfatti. La tabella 1 evidenzia, in estrema sintesi, l’andamento delle quotazioni dei suini grassi dell’ultimo triennio, dopo un aumento del 15% circa registrato nel 2008 rispetto al 2007, l’anno 2009 ha registrato un calo della quotazione media del 7% rispetto al 2008. È un andamento che di fatto prolunga un periodo di “vacche magre” per l’allevamento suinicolo. TABELLA 1: per visualizzare la tabella scarica il PDF. Le quotazione media dei suini grassi è diminuita di circa il 7% (circa 16/17 euro in meno per suino), e non è sufficiente la diminuzione dei costi dell’alimentazione per portare in equilibrio il conto economico. IL CONTO ECONOMICO DELL’ALLEVAMENTO. Come si evince dal grafico 1, sotto evidenziato, l’allevamento opera in perdita da oltre tre anni e questa situazione non può essere prorogata oltre (- euro 29,6 per ogni suino allevato nel 2007, - euro 10,05 nel 2008 e – euro 17,12 nel 2009). Le aziende hanno goduto di una “boccata d’ossigeno” nel secondo semestre 2008, e in tono minore nel secondo semestre 2009, però è evidente che la suinicoltura italiana, centrata sulla produzione del suino pesante, non può proseguire in questo modo ad oltranza. Nell’anno 2009 la perdita sopportata dai suinicoltori è di circa 17,00 euro per ogni suino allevato, ciò tenendo conto che i costi di produzione sono tornati, più o meno, ai livelli del 2007. Si tenga conto che produrre un suino pesante di 165/170 Kg. nel rispetto dei disciplinari delle produzioni DOP costa, per ogni Kg. prodotto, circa il 20% in più che produrre un suino di 110 Kg. GRAFICO 1 – Confronto costi di produzione e ricavi dell’allevamento suinicolo (per visualizzare il grafico scarica il PDF). L’ANDAMENTO DELL’ULTIMO MESE. Le quotazioni dei suini da macello nell’ultimo mese hanno sostanzialmente tenuto, 1,255 euro/Kg. la quotazione registrata nell’ultima settimana dell’anno sul mercato di Modena,, 1,260 euro/Kg.l’ultima settimana di Gennaio. L’offerta di suini grassi è stata bene assorbita dai centri di macellazione e questo ci fa ben sperare anche per il prossimo futuro. L’andamento delle quotazioni sui mercati esteri nelle ultime settimane è piatto, dopo un periodo di forti ribassi. La previsione per il 2010 a livello dell’Unione Europea (fonte USDA) è di un aumento della produzione dello 0,69% rispetto al 2009. A livello n azionale le previsioni elaborate dall’ANAS su dati DG-AGRI evidenziano invece un calo della produzione del 1,4% nel primo trimestre e dello 0,4% nel secondo trimestre 2010, rispetto ai medesimi periodi del 2009. IL MERCATO DELLE CARNI. L’andamento dei prezzi dei tagli di suino pesante nazionale non ha brillato; la quotazione media della coscia fresca per crudo rifilata (taglio Parma 12-14,8 Kg.) è passato da € 3,71/Kg. a € 3,44/Kg. (quotazioni Milano) pari ad una diminuzione del 7%. Leggermente diverso l’andamento dei prezzi medi degli altri tagli, ma non cambia molto la sostanza, la diminuzione dei prezzi è in generale. Diversa invece è la tendenza, il prezzo della coscia per prosciutto DOP ha chiuso l’anno 2008 a € 3,55/Kg., e l’anno 2009 a € 3,63/Kg., + € 2,25%. I prosciutti sigillati nel corso dell’anno 2009 sono diminuiti quantitativamente di circa il 5%. Queste ultime informazioni lasciano ben sperare e che consentono di prevedere una situazione di maggiore equilibrio per il 2010. IL MERCATO DEI SUINETTI. Buono l’andamento dei lattonzoli che nel corso delle ultime cinque settimane hanno registrato un recupero importante. La categoria 25 Kg., ad esempio, sulla piazza di Milano, è passato da € 2,42 Kg. a € 2,69/Kg., + 12% nel giro di un mese! N.B.: PER VISUALIZZARE I GRAFICI E LE TABELLE SCARICA IL PDF.
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30/12/09
IL PUNTO SUI MERCATI: ANNO 2009.
UN ARRETRAMENTO DELLE QUOTAZIONI DI OLTRE IL 7%. DIFFICOLTA’ PER L’EXPORT DEI SALUMI. La chiusura dell’anno 2009 è ormai prossima e possiamo quindi fare alcuni primi bilanci dell’annata suinicola. Le quotazioni dopo 49 settimane registrano mediamente un calo del 7,9% (- 0,103 euro/Kg. pari a circa 17 euro suino) rispetto al medesimo periodo del 2009. Il prezzo medio dopo 49 settimane è di euro 1,214 (quotazione Modena), le medie delle quotazioni delle altre piazze non sono significative in quanto per quasi un terzo delle sedute sono scaturiti dei non quotati. È vero che sono diminuiti i costi dell’alimentazione e quindi questo arretramento è parzialmente assorbito dai risparmi sui costi, ma non è sufficiente a coprire il minor ricavo. Saremo nella condizione di fornire dati più precisi prossimamente ma possiamo stimare che la riduzione del costo di produzione sia intorno a 10 euro/suino, non sufficiente per coprire il minor ricavo di 17 euro/suino. Siamo pertanto di fronte ad una nuova annata negativa per la suinicoltura italiana e quindi, sempre più, è necessario attuare una ristrutturazione vera del settore a partire dai meccanismi di determinazione e rilevazione dei prezzi di mercato che hanno fatto il loro tempo e non corrispondono più alle esigenze della suinicoltura odierna. La Commissione Unica Nazionale (CUN), iniziativa scaturita dal Tavolo delle Filiera suinicola, ha per il momento deluso le aspettative, in quanto “ostaggio” di interessi secondi e di “campanili” che resistono contro ogni innovazione, pur di conservare i privilegi acquisiti che non hanno nulla a che fare con gli interessi dei produttori. LE QUOTAZIONI DELL’ULTIMO MESE. Le quotazioni nell’ultimo mese si sono ulteriormente contratte, - 0,037 euro/Kg., pari a circa il 2,8%. La riduzione delle quotazioni è stata però contenuta grazie all’offerta non eccessiva di maiali. Tale situazione di buon equilibrio della domanda e dell’offerta dovrebbe proseguire anche nel prossimo mese. Dopo che sono stati avviati i lavori della CUN sono disponibili i dati del peso medio dei suini portati al macello settimanalmente. Nella tabella 1 che pubblichiamo sono evidenziate le medie di peso settimanali rilevate da ANAS tramite le O.P. e gli allevamenti associati e da ASSICA tramite i principali macelli. Il peso medio, negli ultimi mesi, è in progressivo aumento. Tale dato non deve sollevare preoccupazione in quanto è normale che il suino nel periodo invernale venga macellato a pesi superiori di 3-4 Kg.. La stagione fredda favorisce infatti un maggiore incremento di peso dei suini in allevamento, a parità di giorni in stalla. (Per visualizzare il grafico scarica il PDF). CONSUMI E EXPORT DEI SALUMI NEI PRIMI MESI 2009. I dati concernenti i consumi di carni fresche suine non sono positivi: la rilevazione sui consumi domestici svolta da AC-Nielsen evidenzia addirittura un calo del 4%, mentre il dato dei salumi è confortante perché registra un incremento del 1,7%. Anche l’export non brilla. Nel primo semestre 2009 sono state esportate circa 50 mila tonn. di salumi registrando un calo del 2,7% rispetto al 1° semestre 2008, e un regresso di valore pari al 1,2%. Osservando rapidamente l’andamento dell’export delle famiglie di prodotto è preoccupante il risultato sul prosciutto crudo, -6,5% in quantità e -3,3% in valore. Alcuni operatori hanno giudicato positivamente questi risultati in quanto sono state registrate contrazioni inferiori a quelle, ad esempio, dell’industria alimentare nel suo complesso (-5,4% in quantità e -5,5% in valore). “Mal comune mezzo gaudio”, resta un detto famoso, che però in questo momento ci conforta poco. IL MERCATO DEI SUINETTI. Le categorie più leggere invertono finalmente il trend e recuperare qualche centesimo. La categoria dei 25 Kg. ha recuperato nell’ultimo mese 7/8 centesimi di euro/Kg. su tutti i mercati. Ancora stazionarie le quotazioni delle categorie più pesanti di 50-65 Kg. PER VISUALIZZARE IL GRAFICO E LE TABELLE DEI PREZZI SCARICA IL PDF .
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30/11/09
IL PUNTO SUI MERCATI: VERSO NATALE CON PREZZO IN CALO.
Ci avviamo rapidamente verso il periodo delle feste natalizie con un andamento di mercato per nulla in tono. Ormai da oltre un mese le quotazioni dei nostri mercati sono in regresso. Certo, comprendiamo che questa è una stagione in cui generalmente i prezzi scendono, ma quest’anno la discesa è cominciata a Settembre quando i prezzi non erano saliti come negli anni scorsi. Teniamo conto che, mediamente, il prezzo dell’anno 2009 è più basso del 7-8% rispetto ai primi dieci mesi del 2008. Altra grossa problematica è evidenziata dalla difficoltà delle parti a rilevare o accertare il prezzo dei suini. La serie di “non quotati” della Commissione Unica Nazionale (CUN), ma anche delle Commissioni di Mantova e Milano evidenziano l’incapacità di queste Commissioni a svolgere le proprie funzioni, lasciando praticamente nel limbo il mercato. Se non ci fosse la Commissione di Modena che, obbligata dal proprio regolamento (ben venga questo obbligo di regolamento), esprime ogni settimana le quotazioni, a quale listino farebbero riferimento produttori e macellatori? È evidente che la politica e la Pubblica Amministrazione a questo punto devono intervenire per mettere ordine in questo caos che alla fine danneggia principalmente la parte più debole della filiera, che sono gli allevatori. Permane una situazione pesante del mercato delle carni che registra arretramenti che vanno dal 2 al 13% rispetto ad un anno fa e il paradosso (questo secondo l’ottica del produttore) è che sono calate di più le quotazioni dei tagli più pregiati (cosce per prosciutti DOP). Il prospetto sotto riportato evidenzia tale andamento. (Per visualizzare il prospetto scarica il PDF). Come evidenzia il prospetto, la coscia tipica per la produzione dei prosciutti DOP di 12-15 Kg., ha subito nel corso dell’ultimo anno un calo del prezzo del 8,00%, sia sul mercato di Milano e sia su quello di Modena. La coscia smarchiata per la produzione di prosciutti di 10 Kg. è diminuita solo del 3%! IL RAPPORTO CON LA DISTRIBUZIONE. La ricerca ISMEA AC NIELSEN, recentemente resa nota, conferma quanto da noi affermato nell’articolo del mese scorso che la distribuzione, ed in particolare la GDO, si appropria di una percentuale eccessiva del valore del prodotto causando due effetti negativi: - penalizza il consumatore applicando dei costi alti al dettaglio; - spreme i fornitori sia con i prezzi, sia con i termini di pagamento, fino ad “asfissiare” l’anello più debole della filiera, cioè l’allevatore. Le quotazioni dei suinetti hanno, nell’ultimo mese, ancora ceduto un po’, dovremo però aver “toccato il fondo”. Nelle ultime 4 settimane i prezzi della categoria 25 Kg. sono rimasti invariati su tutte le principali piazze. Nelle prossime settimane dovrebbe invertirsi il trend. PER VISUALIZZARE IL PROSPETTO E LE TABELLE ANALITICHE DEI PREZZI SCARICARE IL PDF.
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05/12/07
PRESTO INTERESSANTI INFORMAZIONI!
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