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11/03/11
RIPRISTINO LINEE TELEFONICHE.
Con la presente Vi informiamo che finalmente la Telecom ha risolto il guasto telefonico sulle nostre linee. Pertanto potete nuovamente contattarci ai numeri: 0172/637136 telefono 0172/631940 fax
Vi ringraziamo per l'attenzione.
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02/03/11
COMUNICAZIONE IMPORTANTE!
Vi comunichiamo che a causa di un disservizio della TELECOM è momentaneamente impossibile contattarci ai numeri di telefono e fax. Per il momento e fino a avvenuta comunicazione di riparazione del guasto, Vi preghiamo di utilizzare il ns. numero di cellulare aziendale: 334/3364985 Per comunicazioni scritte Vi chiediamo cortesemente di utilizzare il presente indirizzo e.mail: segreteria@apspiemonte.com
Ci scusiamo per il disguido, non dipendente dalla nostra volontà, e Vi ringraziamo per la collaborazione.
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03/01/11
IL PUNTO SUI MERCATI: BUONE LE MACELLAZIONI MA LE QUOTAZIONI NON SALGONO.
VIA IL “BUSSOLOTTO” SI TORNA AI NON QUOTATI. Le macellazioni del circuito tutelato sono in crescita rispetto al medesimo periodo 2009. I dati forniti alla Commissione Unica Nazionale (CUN) evidenziano, negli ultimi mesi, un buon andamento. Quindi per il secondo semestre 2010 si prevedono dei volumi in crescita rispetto al medesimo periodo del 2009, più di quanto è avvenuto nel 1° semestre 2010. I prezzi delle carni sono stazionari, nelle ultime settimane non si sono evidenziate variazioni significative. I consumi registrano un buon andamento, soprattutto a livello quantitativo e l’export ha evidenziato, nel primo semestre 2010, un andamento scoppiettante, + 14,1 % in quantità e +12,3% in valore. Tutto farebbe pensare a un trend delle quotazioni dei suini stabile. E invece no!! L’industria da alcune settimane insiste per una riduzione delle quotazioni dei suini da macello fino al punto di imporre dei non quotati e quindi avere mano libera per pagare i suini meno del reale prezzo. Nell’ultimo mese le quotazioni dei suini grassi, categoria 156-176 Kg., sono diminuiti del 3,18% ( quotazione Modena), quando non sussistono motivazioni per andare indietro! IL FUNZIONAMENTO DELLA CUN Tolto il “bussolotto”, che aveva creato forti turbative sul mercato, si è tornati al non quotato. Il regolamento di funzionamento modificato con un accordo tra le parti (organizzazioni agricole e ASSICA), è entrato in vigore lo scorso 18 Novembre. Il regolamento modificato ha eliminato la possibilità di fare il prezzo sulla base dell’estrazione a sorte di quale parte dovesse fissare il prezzo in caso di disaccordo, ma ha introdotto la facoltà contingentata di rilevare dei “non quotati”. Nel caso di superamento delle frequenze di non quotati (non più di uno ogni due mesi e non di più di sei all’anno) i due Presidenti decadono dalla carica di Presidente e di Commissario e vengono definitivamente sostituiti dai rispettivi supplenti. E una clausola che ha l’obiettivo di disincentivare l’uso eccessivo del non quotato. ANDAMENTO DEL MERCATO INTERNAZIONALE Il dato più eclatante è senz’altro l’incremento, nei primi dieci dell’anno,delle macellazioni di suini: + 5,38% in Germania, +2,92% in Danimarca, + 5,13% in Gran Bretagna, + 0,78% nei Paesi Bassi, etc.; solo la Spagna ha registrato un regresso delle macellazioni, - 1,09% rispetto al 2009. Sul piano dei prezzi medi, l’andamento nei primi undici mesi è contrastato, in alcuni paesi si registrano incrementi: Danimarca +2,22%, Spagna + 1,17%, mentre in altri Paesi si registrano delle riduzioni: Paesi Bassi -2,06%, Germania – 2,12%, Francia -0,95% e Italia – 1,07% (fonte MPB France). Il mercato internazionale è attivo e le esportazioni UE verso i paesi extracomunitari sono in crescita del 13,6%. I principali paesi importatori e consumatori di carni suine , nei primi nove mesi dell’anno, hanno tutti aumentato i loro acquisti: Cina +23%,, Giappone +7%, Russia + 6%, Filippine + 100%, etc. IL MERCATO DEI LATTONZOLI Fermata la discesa delle quotazioni, per oltre un mese i prezzi sono rimasti invariati e nell’ultima settimana si è registrato un miglioramento di un centesimo di euro, probabilmente i primi segnali di un recupero: Con un aumento dei costi di produzione del 7,8%, valore che UNAPROS ha rilevato sulla base di una apposita ricerca presentata a Cremona nell’ambito della fiera ITALPIG, è fondamentale che le quotazioni raggiungano livelli di remuneratività sufficienti, altrimenti sono guai. Si tenga conto che produrre un suinetto di 25-30 Kg. costa euro 2,381/Kg. IVA compresa e se il ricavo, compreso anche il ricavo della scrofa di fine carriera, è di euro 2,282 /kg. IVA compresa, significa che per ogni suinetto prodotto si perdono euro 2,75. N.B.: Allegate le tabelle delle quotazioni delle settimane dalla 44 alla 50/2010. Per visualizzarle scaricare il PDF.
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01/11/10
IL PUNTO SUI MERCATI:SETTEMBRE SOTTO LA MEDIA: E' GIA' COMINCIATA LA DISCESA
Prezzi più bassi rispetto al 2009 nel mese che abitualmente segna la quotazione top dell'anno. Intanto il costo della razione alimentare è aumentato del 30%. Le quotazioni dei suini da macello del mese di Settembre hanno deluso. Le aspettative dei suinicoltori erano ben altre, ciò alla luce anche del lievitare dei costi alimentari. Se confrontiamo le quotazioni medie dei suini da macello registrate nel mese di Settembre dell’ultimo triennio emerge quanto segue (riferimento Modena): -Settembre 2008 € 1,553/Kg. -Settembre 2009 € 1,364/Kg. -Settembre 2010 € 1,324/Kg. Questo risultato dà adito a due considerazioni: -Settembre è il mese in cui la quotazione dei suini grassi raggiunge solitamente l’apice del corso anno; quest’anno la quotazione top è stata di € 1,340, mentre nel 2009 si era raggiunto il prezzo di € 1,391 e molto meglio si era fatto nel 2008 con una quotazione top di € 1,595; -la quotazione media del mese di Settembre 2010 pari a € 1,324 è del 3% inferiore a quella dell’anno 2009 e del 14,7% in meno dell’anno 2008, se ci aggiungiamo che la razione alimentare costa attualmente circa il 30% in più dello scorso anno ne deriva un quadro del quale non c'è di che stare allegri. CONSUMI ED EXPORT. I primi dati dell’andamento degli acquisti domestici di carne suina e salumi in Italia nel corso del 1° semestre 2010 (fonte ISMEA – AC NIELSEN HOME SCAN) evidenziano, per quanto riguarda i volumi, un risultato di stazionarietà, mentre analizzando i dati per famiglie di prodotti abbiamo una diminuzione degli acquisti di carni suine, - 1,7%, e un incremento degli acquisti di salumi, + 1,1%. Nell’ambito di questo dato positivo del consumo complessivo di salumi si registra però un dato negativo degli acquisti di salumi DOP, - 3,9%. Tutti negativi i riscontri sul valore degli acquisti: - 1,1% il dato complessivo; - 3,1% per le carni suine; - 0,4% per i salumi; - 6,4% per i salumi DOP. Il dato allarmante è quello che riguarda l’andamento dei salumi DOP, - 3,9% la quantità e - 6,4% il valore. È evidente che qualcosa non funziona, la causa di questa débacle non è solo la crisi economica, manca il ruolo propulsivo e coordinato dei due Consorzi di Tutela e delle aziende di produzione per quanto concerne la politica e le strategie commerciali dei salumi DOP, non c'è gestione dell'offerta, manca una comunicazione sinergica ed efficace riguardo ai predetti prodotti. Incoraggianti invece sono i dati sull’export. Buona infatti è la performance delle esportazioni di salumi nel primo semestre 2010. Secondo i dati recentemente diffusi dall’ISTAT sono state inviate oltre i confini nazionali 57.244 tonn. di prodotti della nostra salumeria (+14,1% rispetto al medesimo periodo 2009), per un valore fatturato di 443,5 milioni di euro (+12,3% rispetto al 1° semestre 2009). Il dato semestrale 2010 è ulteriormente positivo in quanto segna un miglioramento anche rispetto al 1° semestre 2008, +11% sia sui volumi e sia sul valore. SUINI GRASSI. Nel corso del periodo considerato le quotazioni hanno formato il tratto top di una gaussiana, registrando un prezzo pari a € 1,30/Kg. nella 36^ settimana, per arrivare a € 1,34/Kg. nella 38^ settimana e scendere a € 1,292 nella 41^ settimana (quotazioni CUN). Quindi, il prezzo top per l’anno 2010 è probabilmente passato senza raggiungere i livelli auspicati. Il mercato a livello europeo attraversa un periodo di diminuzione generalizzata dei prezzi, nelle ultime cinque settimane registriamo: -4,8% in Germania, -4,1% in Olanda, -4,6% in Danimarca, -8,7% in Francia e -10,8% in Spagna (fonte MPB – France). IL MERCATO DEI SUINETTI. La produzione dei suini da allevamento continua a riscontrare difficoltà di collocazione sul mercato. Nelle ultime sei settimane le quotazioni del suinetto di 25 Kg. sono ancora diminuite del 6,8%. Mantova ha quotato la categoria del suinetto da 25 Kg. € 1,990, quando il prezzo di 2 euro sembrava un limite invalicabile. Erano più di due anni che il prezzo non scendeva sotto i 2 euro. D’altronde non si intravedono prospettive di miglioramento delle quotazioni dei suini marchiati e gli ingrassatori mantengono un atteggiamento molto prudente. Passato un altro mese la tendenza dovrebbe invertirsi, ma senza farsi illusioni, fino a quando non si solleverà il prezzo dei prosciutti stagionati e non si farà ripartire una iniziativa forte di valorizzazione delle carni fresche del suino pesante italiano, ben difficilmente si potrà riportare il prezzo dei suinetti a livelli remunerativi. Allegate le tabelle relative alle settimane dalla 36 alla 41, anno in corso. N.B.: PER VISUALIZZARE LE TABELLE SOPRA INDICATE, SCARICARE IL PDF.
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01/08/10
LA STAGIONE BUONA E’ COMINCIATA MA LE EVIDENZE DI RIPRESA SONO ANCORA DEBOLI.
La stagione più favorevole per il mercato dei suini in Italia coincide normalmente con il periodo che và dal dopo Ferragosto a fine Novembre. Il problema potrebbe essere che questo periodo dura talmente poco che diventa una semplice “boccata d’ossigeno” che consente alle aziende di sopravvivere e non di investire e innovare come invece bisognerebbe fare. ANDAMENTO IN CALO Le attese per il mese di Luglio erano diverse, c’erano i presupposti per tenere su le quotazioni del suino pesante italiano. I prezzi alti registrati nei paesi principali produttori d’Europa – fatto che abbiamo commentato nello scorso numero della rivista – avrebbero dovuto trascinare in alto i prezzi nazionali; invece abbiamo registrato, per i suini di peso di 156/176 Kg., una diminuzione delle quotazioni di euro 0,058 %, pari a – 4,8 % (quotazioni Modena). Il prezzo medio fissato nel mese di Luglio è tra i più bassi degli ultimi cinque anni, solo nell’anno 2007 era stato peggio, euro 1,133/Kg. (Luglio 2007) contro la media del Luglio 2010 di euro 1,163/Kg. circa. Inoltre, si registra una diminuzione del 4,5 % rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, quando il prezzo medio nel mese di Luglio registrò un valore di euro 1,214/Kg. LA SITUAZIONE DEGLI ALLEVAMENTI La situazione degli allevamenti è critica, non si può commentare diversamente e, all’orizzonte, sembra di vedere solo minacce: diminuzione del prezzo medio dei suini nel corso dell’ultimo mese del 4,8 %; prezzo del mais schizzato in su del 11,1 % rispetto alle quotazioni dello scorso anno con prospettiva di ulteriori aumenti; aumento dei costi di produzione, in particolare per il rispetto delle normative in materia di benessere animale e ambiente; conflittualità molto alta tra i diversi soggetti della filiera (allevatori, macellatori e trasformatori) che non consente di sviluppare una politica di valorizzazione della produzione nell’interesse complessivo della filiera stessa. UN PRIMO BILANCIO DEL PRIMO TRIMESTRE 2010 I primi dati dell’import – export dei suini e delle carni suine, presentati lo scorso 15 Luglio dal CREFIS (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole) a Mantova, evidenziano nel corso del primo trimestre 2010 un incremento delle attività dell’export +11 % e dell’import +8,7 %. Le macellazioni del primo trimestre hanno registrato un incremento dello 0,9 % per numero capi e del 2,1 % del peso carcasse, rispetto al medesimo periodo dell’anno 2009. In sintesi è incrementata la disponibilità di prodotto di circa 60.000 ton. che ha trovato collocazione nei maggiori consumi e probabilmente nell’incremento degli stock. Sono invece diminuite le macellazioni di suini certificati DOP del 2,03% rispetto al 1° trimestre 2009. Tale diminuzione conferma la tendenza degli ultimi due anni ed evidenzia in modo significativo che la suinicoltura italiana si stà despecializzando e torna indietro sulla qualità! Questo è un fatto che dovrebbe far riflettere tutti i soggetti della filiera. IL MERCATO DEI SUINETTI Prosegue la parabola discendente delle quotazioni dei suinetti. Nel periodo intercorrente tra la 24° e la 28° settimana del 2010 i prezzi sono scesi di 0,28 euro/KG., pari al 10,72 %, un valore importante che non è bastato per rianimare il mercato, sempre molto pesante. Continua la titubanza degli ingrassatori a ristallare a questi prezzi in quanto le previsioni per l’inizio 2011 non sono buone e non si possono intraprendere attività economiche con la quasi certezza di rimettere dei soldi. N.B.: PER VISUALIZZARE LE TABELLE DEL PERIODO CONSIDERATO, SCARICARE IL PDF ALLEGATO
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